sabato 3 dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:10
Terza Pagina

Pane e Peperoni la vita on the road di Peppe Lanzetta

Rabbia, illusioni, sapori, sensazioni semplici ed al limite, tenerezza, tanta tenerezza e pane e peperoni. Tutto questo nel nuovo lavoro di Peppe Lanzetta, edito dalla casa editrice napoletana Ad Est dell’equatore, dal titolo emblematico: Pane e Peperoni una vita on the road. Un libro dove c’è il Lanzetta che già conosci se hai letto i suoi scritti. Un libro ricco, pieno di ricordi di vita, di aneddoti. Un libro vero sulla vita del Peppe che ho amato sin dai suoi primi lavori. C’è il figlio di un bronx minore, c’è la sua rabbia intrisa di malinconia e di poesia associata all’ironia. Una sorta di diario on the road sulla sua vita. C’è di tutto in Pane e Peperoni dall’incontro con Fabrizio De Andrè a casa di Clemente Mastella, all’incontro con Renzo Arbore che prende per matto per una parodia di Sergio Bruni, l’amore per Battiato, insomma in questo libro c’è il Lanzetta vero, non lo scrittore, ma il Lanzetta di vita, opere e qualche miracolo che pure c’è stato nella sua vita! In Pane è Peperoni c’è la vita postdatata di uno scrittore che è entrato nel ventre della città più bella e complessa d’Europa. Amo Lanzetta, non è un mistero, è l’unico scrittore che muove le mie corde viscerali, che riesce a darmi sensazioni, che mi fa venire dolori alla pancia come quando le donne hanno il ciclo, che mi fa venire il sangue agli occhi quando leggo le sue pagine che parlano di me, che parlano di Noi napoletani. Amo Lanzetta perché con semplicità, sarcasmo e naturalezza ha incendiato la mia vita quando qualche anno fa, andando in libreria, curioso com’è, trovò tra gli scaffali un libro, il mio primo libro, Sud come sudore edito dalla libreria internazionale Mario Guida. Copertina improbabile, impaginazione pessima, buono il contenuto, a suo dire, guardò l’ editore libraio chiedendogli se lo avesse ripubblicarlo in altra veste grafica ci sarebbe stata la sua prefazione: e così fu.

Ricordo ancora quel giorno sembrava uno scherzo ed invece… Amo un artista che sa parlare di Napoli come nessun altro. Di quella Napoli da scavare e da ricostruire nell’animo. Immancabile la figura di zia Titina, una sorta di incarnazione di saggezza e di speranza di un popolo al quale hanno rubato anche i sogni. Sogni che zia Titina ripone in Barack Obama un uomo dalla pelle ”abbronzata” che salverà il mondo e la città di Napoli. In Pane e Peperoni c’è il vero Lanzetta, le sue strade quelle di vita che hanno portato la sua rabbia a trasformarsi in scritti, in poesia, in letteratura. Peppe in questo libro gioca con la sua vita, c’è il ferragosto a Scalea con Mia Martini, l’incontro con Nanni Moretti, la sua ballata musicata da Battiato, l’amicizia con Pino Daniele, c’è na dummeneca cu te la canzone che Pinotto gli ha dedicato, c’è la sua vita da figlio di zoccola, c’è la sua vita cabaret, il suo impegno con i ragazzi di Scampia, la sua vita da impiegato di banca, il suo voler arrivare. C’è la tenerezza di un figlio del sud che ha dovuto arrancare e che arranca ancora perché chi nasce a Napoli è vero che ha una marcia in più, ma anche tanti cazzi per la testa. C’è il “che saddà fa pe campà” senza compiacimenti, ma con tanto verismo. Un verismo che si trasforma in favola con Zia Titina che crede in una nuova Napoli, aggrappandosi a nuovi totem. Napoli secondo lei risorgerà con Obama che prenderà casa a Porta Capuana. Se lo dice lei dobbiamo crederci! Crediamoci e leggiamo questo libro ricco di passione, vi assicuro che leggendo leggendo, pagina dopo pagine, aneddoto dopo aneddoto, sentirete l’odore del Pane con i Peperoni. “Per il resto, occhi sbarrati e culo in faccia al muro. Sempre. Tanto un pò di pane e peperoni non mancherà mai.” Parola di Zia Titina!


martedì 8 maggio 2012 - 8.34 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 




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