S.A.Abate - Concluso tra le polemiche il Consiglio Comunale
Piano casa, interpellanze presentate dalle minoranze e aiuti alle famiglie terremotate dell'Emilia-Romagna, si è svolto nei giorni scorsi la seduta del consiglio comunale convocata dal presidente dell'assise cittadina, il ragioniere Salvatore Torrente.
Piano casa, interpellanze presentate dalle minoranze e aiuti alle famiglie terremotate dell'Emilia-Romagna, si è svolto nei giorni scorsi la seduta del consiglio comunale convocata dal presidente dell'assise cittadina, il ragioniere Salvatore Torrente. Il consiglio comunale, convocato presso l'atrio della scuola media "E. Forzati" sita in Sant'Antonio Abate alla via De Luca, ha visto la trattazione e la discussione di diversi punti all'ordine del giorno. Dopo la presentazione dell'interpellanza presentata dal consigliere comunale D'Aniello insieme ad altri nella seduta consiliare dello scorso 30 Maggio, sono state trattate altre due interpellanze presentate dai consiglieri d'opposizione Giovanna Rispoli e Ciro D'Antuono, rispettivamente quelle al n. protocollo 14399 del 14/06/2012 e al n. protocollo n. 14400 del 14/06/2012. Successivamente si è discusso dell'attuazione della Legge Regionale 28/12/2009 n.19 nel territorio comunale, sul quale, nonostante il voto favorevole fornito dai consiglieri comunali presenti in aula, ha destato alcuni dubbi e perplessità sull'interpretazione dell'atto d'indirizzo. Al termine della seduta del consiglio comunale sono stati presentati e votati alcuni debiti fuori bilancio, oltre alla discussione e al confronto sulla dismissione e permuta dell'immobile adibito a scuola media "Mosè Mascolo" e del relativo atto di indirizzo. Su questo punto posto all'ordine del giorno, quasi tutti i consiglieri comunali d'opposizione si sono ritrovati in disaccordo con le indicazioni fornite dalla giunta del sindaco di Sant'Antonio Abate Antonio Varone come ha tenuto a ribadire il consigliere Giuseppe Staiano: "L'atto d'indirizzo presentato dall'amministrazione comunale Varone in riferimento alla dismissione e alla permuta dell'immobile adibito a scuola media "Mosè Mascolo" non è chiara - tiene a ribadire Staiano - così come non riusciamo a comprendere la funzionalità
di un'iniziativa del genere. Considerato che la scuola viene ritenuta da tutti gli abatesi un settore importante, soprattutto per il futuro dei giovani abatesi, invitiamo la giunta Varone ad aprire un'ampia riflessione prima di decidere sul destino della "Mosè Mascolo". Altri attriti sono stati registrati anche su un'altra proposta avanzata dall'amministrazione comunale con la quale si chiedeva la costituzione di un fondo di aiuti economici in favore delle famiglie terremotate dell'Emilia-Romagna partendo dalla raccolta dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Su tale iniziativa non si è trovato d'accordo il consigliere d'opposizione Giuseppe Parvolo: "La proposta avanzata dall'amministrazione Varone può essere condivisa ma dovremmo essere liberi di decidere come e quanto destinare al fondo che si costituirà per le famiglie romagnole colpite dal sisma. Se invece dobbiamo già adesso vincolare i gettoni di presenza dei consiglieri comunali per destinarli alle famiglie terremotate, che poi ammonterebbero a poche centinaia di euro all'anno, dobbiamo vincolare anche qualche stipendio del nostro sindaco Varone e quelli degli assessori della giunta comunale". A tal riguardo, il consigliere comunale dell'Italia dei Valori Donatella Donadio pensa anche ad un fondo comune per le famiglie abatesi che hanno perso la propria casa a seguito degli abbattimenti: "Sono d'accordo per la costituzione di un fondo di aiuti per le famiglie terremotate dell'Emilia-Romagna perché esprime un elevato senso di solidarietà e di vicinanza, ma sarebbe il caso che realizzassimo anche un fondo per raccogliere aiuti da destinare alle nostre famiglie abatesi che hanno subito la demolizione della propria casa a seguito delle ordinanze degli abbattimenti. In entrambi i casi dobbiamo intervenire, seppur per motivazioni diverse, perché ci sono famiglie che si ritrovano senza casa e messe letteralmente per strada".