Gragnano - Omicidio Chierchia, le lacrime della figlia nel silenzio della folla
IN CENTINAIA SI RIVERSANO IN STRADA PER ASSISTERE AI RILIEVI. TRAFFICO BLOCCATO, CITTÀ IN TILT.
di dasau
Il Giornale di Napoli
Il silenzio è irreale. È pieno pomeriggio, un pomeriggio di sabato, e via Castellammare è una delle strade più caotiche e trafficate: il silenzio, qui, è un’utopia anche nel cuore della notte. Eppure adesso, tra centinaia di persone ferme a guardare la vetrina di una pasticceria che a malapena cela il corpo dell’ultima vittima della guerra di camorra nell’area stabiese, non si sente volare una mosca. Silenzio. Un silenzio appena appena disturbato dalle lacrime - pure quelle silenziose - della figlia 17enne di Rino Chierchia, e dal dolore degli altri due figli della vittima, che guardano la scena restando fermi dall’altra parte della strada. Il crepuscolo piano piano lascia il posto alla notte che scende. È buia, la strada. È stranamente buia: i lampioni, questa sera, sono rimasti spenti e nessuno sa ancora darsi una spiegazione. Qualcuno, tra i denti, ipotizza che possa essere stata una mossa di killer, quella di spegnere le luci per evitare di essere fermati. Ma forse la vertià non è questa. Forse è semplicemente un caso. Buio e silenzio, però, fanno accapponare la pelle. È quando arriva il fratello del 54enne massacrato che tutti i presenti trattengono il fiato rendendo il silenzio ancora più sordo. L’uomo resta sul luogo del delitto per un po’. Non una parola, non una lacrima.
Volto scuro, un volto “appesantito” ancora di più dal cappello nero che indossa. Qualche minuto, uno sguardo veloce a quel che circonda il fratello, poi gira le spalle e se ne va. Le immediate vicinanze della pasticceria, dopo l’agguato, rappresentano un’oasi di pace rispetto all’inferno che si sta scatenando lì a pochi passi: i vigili urbani hanno appena chiuso al traffico via Castellammare, l'arteria d'accesso a Gragnano per un 300-400 metri, dal luogo del duplice omicidio D’Antuono-Donarumma fino al pastificio Di Martino. La movida del sabato sera, però, sta piano piano riversandosi per le strade del centro e in breve la paralisi è quasi totale. Proprio come accadde il giorno dell’omicidio di Carmine D'Antuono e del suo autista, a soli duecento metri dalla pasticceria dove è stato ucciso Chierchia. D'Antuono, 58 anni, noto con il soprannome di '”’o lione”' era considerato affiliato al clan Imparato, contrapposto in passato al clan dei D'Alessandro, mentre l'autista, Federico Donnarumma, 42 anni, aveva piccoli precedenti per truffa e altro. Il duplice omicidio del 2008 era stato ricondotto a un ordine dei D'Alessandro. Mentre l'agguato a Chierchia potrebbe portare la firma dei clan di Pimonte Di Martino-Afeltra. È questo particolare che fa temere il riaccendersi di una faida che, in realtà, non si era mai estinta.
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