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SAN MARCO
Tre palazzine nuove e pulite
un lucino di strada come ubriaco
e i binari della Vesuviana
a dividere il rumore della città
dal silenzio di vita della campagna
Una cantina scura di camino
profumava di mosto la strada
e alberi di pesche e albicocche
e filari d’uva, ortaggi e pergolati
corteggiavano Villa Gabola in festa
come l’amata Tara di Rossella
nella gloria del film Via col Vento
Era il primo San Marco
il nuovo quartiere della speranza
degli operai e delle mamme
di tanti figli della fame e della guerra
emigranti cittadini per un nuovo sole
e bonario come un nonno con la pipa
il fantasma della Villa m’aspettava al ritorno
per ascoltare i sogni ancora caldi del giorno
Poi per la prima volta
venne il carro dei morti anche a S. Marco
e tutti nel nuovo quartiere
piangemmo le stesse lacrime del vecchio
dove credevo la morte avesse casa
e capii allora che i binari del sogno
non potevano fermare il dolore del mondo
Ma ancora oggi quando li attraverso
chiudo gli occhi e chiamo antichi nomi
per rivedere la mia amata Tara
e fra nuovi colori e profumi di vita
cammino per le strade del San Marco
con l’antica speranza per compagna.
Dedicata al fantasma di Villa Gabola, residente e custode della speranza del San Marco,
ed agli amici di scopone musicale::Pasquale Di Martino, Maria Criscuolo e
Annamaria Matarese, Stabiesi del bello e della speranza di Castellammare.
Nel sole della memoria di un dolcissimo maggio 2002.
Franco Circiello
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