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Indice delle poesie

Mia cara Stabia

Città amara dei miei primi sogni

crudele culla del mio primo pianto

e ventre oscuro dei miei primi passi

io non posso cantare le tue glorie

né ammirare la bellezza del tuo mare

dei monti e l’acque che ti danno fama

né posso cantare nell’antica lingua

l’avaro amore che mi desti

perché non fosti dei miei sogni madre

né fosti amante o amica di segreti

Altre terre mi hanno amato

e asciugato il sudore con dolcezza

altre montagne mi hanno dato vista

mille miglia lontane dal tuo Faito

e altri boschi ed alberi e fior di campo

mi hanno fatto sentire la primavera

e altre donne e altre lingue

hanno cantato l’amore nel mio cuore

e altre genti mi hanno dato ostello

generose di pane e d’amicizia

 

Ma se non t’amo lascia che ti odi

perché non posso né ignorarti né distruggerti

perché nelle tue acque scorre faticosa

la vita sudata di mio padre

e nei tuoi fiori splende di rugiada

la schiva bellezza di mia madre

e facce amiche della lontana infanzia

ora canute di vita e di speranza

m’invitano a morire dolcemente

fra antichi riti di gioia e di dolore

E allora in questa folla

pregna di storie e di memorie

anche il mio odio si scioglie nel tuo mare

e torno amante della tua bellezza vera

delle gocce di vita che tu trasformi in acqua

per dissetar d’amore l’emigrante

che solitario ti porta per il mondo.

E finalmente è pace nel mio cuore

e ancora rosso scorre nelle vene

l'antico sangue delle tue sorgenti.

 

Antiche Terme, 17 Marzo 1994.


   Franco Circiello


   
 
 

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