Cerco nel silenzio
la parola che non fa violenza
e scrivo versi al tavolo del bar
Cerco fra il fresco parlare dei clienti
l'acqua di vita che disseta il cuore
cerco nel verde del Faito
la speranza del mio primo amore
cerco nel rumore della piazza
il ricordo d'amici morti
a camminare verso il cimitero
Cerco nel giallo del palazzo rinnovato
le storie moresche della mia antica terra
e nell'aria d'aprile fra nuvole spumose
cerco il sorriso di sole dei tuoi occhi
il profumo di donna del tuo corpo
la promessa di uno sguardo ombroso
e l'incontro furtivo e frettoloso
In quest'aria di pasqua e gioia di sensi
cerco la goccia perlata di sudore
di un lontano meriggio d'amore
che innocente e piena di pudore
silenziosamente trovò casa
fra le tue giovani mammelle
E cerco nel cuore le parole di sogno
che portai lontano in un'altra terra
così vive e presenti ancora oggi
in questa piazza dell'anima
che invita me e il sole a fare festa.
Seduto ad un tavolino del bar "Sorgenti di Stabia" e ispirato
dall'entusiasmo di vita dei giovani dietro al banco.