sabato 3 dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:10
Cronaca

Meta di Sorrento - Alimuri, azienda sversava veleni nelle acque protette

SCARICHI ABUSIVI: SCATTA LA DENUNCIA PER L’AMMINISTRATORE DELLA DITTA DI FALEGNAMERIA.

Mirino puntato sugli scarichi abusivi nelle acque del golfo con intensi controlli non stop lungo la costa della penisola sorrentina, fino a raggiungere l’isola azzurra di Capri. Una task-force costituita dalla motovedetta 514n del nucleo navale dei carabinieri diretto dal maresciallo Pierluigi Chiocca e coordinato dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento appoggiati dai carabinieri del nucleo operativo ecologico e subacqueo di Napoli hanno battuto a tappeto il litorale metese nell’ambito di un programma di contrasto ai crimini ambientali predisposto dal comando legione carabinieri Campania. Le ispezioni dei carabinieri si sono particolarmente concentrate nel tratto di costa di Marina di Alimuri dove in area del demanio marittimo è stato riscontrato una impresa cantieristica navale che in assenza delle previste autorizzazioni regionali sversava i residui delle lavorazioni direttamente nelle fogne e sul terreno circostante. Denunciato in stato di libertà un 68enne del posto in qualità di amministratore della società cantieristica, posti sotto sequestro tre grossi macchinari industriali da falegnameria. Denunciato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata il 68enne dovrà rispondere del reato di inquinamento ambientale e deturpamento di area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Nel corso delle ispezioni i carabinieri hanno appurato che l’esercizio per l’attività di rimessaggio di imbarcazioni da diporto e da pesca era sprovvisto delle autorizzazioni regionali per l’immissione nell’atmosfera di gas e particelle di risulta di vernici, solventi e polveri di falegnameria derivanti dal ciclo di lavorazione per la manutenzione degli scafi. Inoltre lo scarico dei liquidi del ciclo produttivo avveniva direttamente nella rete fognaria comunale che attraversa la spiaggia oltre che sul terreno e l’arenile circostante. Lo sversamento abusivo interessava anche parte della spiaggia libera presa d’assalto già nei giorni scorsi da centinaia di ignari turisti e bagnanti. Contenitori di vernici, solventi, rifiuti speciali provenienti dall’attività di verniciatura degli scafi e di falegnameria venivano inoltre smaltiti con procedure diverse da quelle previste dalle normative vigenti determinando nell’area cantieristica l’esistenza di una piccola discarica abusiva di materiali tossici e pericolosi, alcuni dei quali seppelliti nelle vicinanze.


domenica 9 maggio 2010 - 19.07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 




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